LE BUONE PRATICHE DELLA FORMAZIONE: IL CASO DI ACSM AGAM SPA

24 gennaio 2019

Prosegue la rubrica dedicata a “le buone pratiche della formazione”, uno spazio della nostra newsletter che periodicamente Fonservizi dedica alle aziende aderenti. Si tratta di un diario nel quale annotare e dare evidenza ad esperienze di formazione alle quali aziende e lavoratori hanno preso parte grazie al riconoscimento di finanziamenti da parte del fondo. In questo numero segnaliamo la positiva esperienza di ACSM AGAM spa, società per azioni italiana che opera nel settore delle utilities, frutto dell’aggregazione delle società che erogano servizi pubblici nelle città di Monza, Como, Lecco, Sondrio, Varese. Acsm Agam ha organizzato le proprie attività in quattro linee di business: Reti (distribuzione idrica, gas e elettricità ), Vendita (vendita elettricità e gas), Ambiente (igiene urbana e termovalorizzazione dei rifiuti), Energia e Tecnologie Smart (tecnologie, teleriscaldamento, efficientamento, smart city e illuminazione pubblica). Il piano formativo premiato da Fonservizi e inserito come esempio di “buona pratica della formazione” è il piano codice CFA 021 2017 presentato dal gruppo a valere sul conto formazione aziendale con la finalità di sperimentare l’avvio di attività finanziate con la quota di contribuzione aziendale dei propri dipendenti.

Le azioni formative previste nel piano formativo consistono per la maggior parte in attività inerenti la salute e sicurezza aziendale, in particolare con riferimento a rischi ed attività specifiche in grado di consentire ai partecipanti di consolidare competenze tecniche specifiche. Il piano formativo, condiviso dalle rappresentanze sindacali territoriali ed interne (coordinamento RSU), vede protagoniste 2 aziende del gruppo, coinvolgendo un elevato numero di dipendenti, in gran parte impiegati ed operai.

Tra i principali obiettivi annoverati nel piano formativo:

– erogazione di attività formative inerenti in modo specifico alle competenze operative del personale con particolare riguardo ai numerosi interventi, anche obbligatori, in materia di sicurezza (soprattutto nell’ambito della prevenzione in spazi confinati);

– significativa sperimentazione di un piano finanziato erogato e gestito anche con il supporto di soggetti esterni ed il coinvolgimento diretto delle rappresentanze sindacali.

Tutte le attività didattiche hanno previsto una modalità di fruizione frontale in aula integrata da esercitazioni pratiche con diretto riferimento alla operatività aziendale. La gestione del piano formativo, a livello organizzativo, ha previsto la figura del referente di piano come responsabile del funzionamento, coordinamento e monitoraggio, mentre l’aspetto di realizzazione della formazione è stato seguito direttamente da personale specializzato sulle specifiche tematiche che caratterizzano l’ambito operativo delle Aziende coinvolte nel Piano formativo.

L’obiettivo finale è stato quello di offrire un supporto concreto allo sviluppo e all’aggiornamento continuo delle risorse umane per migliorare la propria prestazione professionale soprattutto in termini di sicurezza; potenziare l’efficacia e l’efficienza sia a livello personale/comportamentale che tecnica; sviluppare la responsabilità individuale propria di ciascun lavoratore; fornire strumenti operativi per lavorare in condizioni di salvaguardia della salute e della sicurezza.

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